6 Sadurano

L’utopia della normalità

Sadurano ha un nome che sa di strano e dietro la curva la sorpresa.
 
Il silenzio che ti avvolge,
il verde che ti circonda,
il panorama che si apre al tuo sguardo sono il primo regalo che ti offre Sadurano.
Fermati subito un istante e respira a pieni polmoni.
Rilassati e guardati attorno e poi dimmi che anche tu, come me, non hai bisogno di tutto questo, anche solo per un giorno, per capire che la vita va vissuta non in superficie ma in profondità.
 
A Sadurano si è voluto rispettare il legame che esiste fra tutti gli esseri viventi: i vegetali, gli animali, l’uomo e il suolo.
 
L’agricoltura non è un ritorno al passato. Non consiste nello spargere del letame o del terriccio a casaccio, ma nel rimestare il suolo apportando materie organiche fresche in copertura, capaci di produrre quella struttura cellulare che fornisce un supporto adeguato alle piante coltivabili.
 
L’uomo a Sadurano trasforma ciò che la terra offre fino a produrre prodotti finiti.
 
A Sadurano di Castrocaro Terme, a pochi chilometri da Forlì, da tanti anni, uomini e donne, come famiglie o come lavoratori sono alla ricerca di tracce di un sentire comune e di un bisogno di comunione e condivisione, nonché di porre segni, con persistente fiducia, di una concreta solidarietà di popolo.

Le modalità delle imprese (cooperazione), la ricerca dell’equilibrio fra uomo-uomo, uomo-ambiente, uomo-lavoro si concretizzano nella scelta di abbattere vecchie barriere e non costruire nuove muraglie fra utenti ed operatori, fra clienti e fornitori, fra attori e spettatori.
Modello culturale di ogni operazione solidale, con tanta fatica e qualche risultato, è l’essere tutti insieme promotori di accoglienza e operatori di solidarietà.

 

Nel tempo si è formato un gruppo, Sei Sadurano, il cui coordinatore è don Dario Ciani, gruppo composto dalle cooperative sociali Sadurano Salus, San Giuseppe, La Dispensa di Sadurano, dall’associazione Amici di Sadurano e dalla cooperativa Abbraccio verde.


17.12.2009

Conosci meglio Sadurano

Sadurano è una località rurale delle colline forlivesi, prospiciente Castrocaro Terme.
Al Centro parrocchiale S. Maria Assunta, interamente ricostruito dopo anni di distruzione, ed al borgo che lo contiene, fa capo e riferimento l'esperienza di comunione, condivisione e solidarietà che nel pensare comune è diventata sinonimo di filo diretto col mondo del carcere, della malattia psichiatrica, della devianza e dell'abbandono, ma anche dell'espressione che, articolandosi sui bisogni e le risorse della gente che vi partecipa da trenta anni, sa parlare di ambiente e di agricoltura biologica, di cultura, politica e sport, di interazione multietnica, di prevenzione e salute, di riabilitazione e reinserimento sociale.

Sadurano eredita e racchiude in sé oltre trent'anni di esperienza di volontariato nel mondo dell'emarginazione speciale che, partendo da esigenze evangeliche, ha accolto e ridonato stimoli nuovi a singoli ed istituzioni del territorio forlivese.

Questa espressione tipica ed originale per far emergere, leggere ed interpretare la socialità dei bisogni e dei problemi di pari passo con le risorse, ha trovato e trae alimento e forza nella testimonianza ecclesiale della comunione e del servizio, per la promozione umana nell'intera società.

Questo cammino delineato delle tappe negli impegni più significativi assunti, trova in Sadurano continuità ed approfondimento nella ricerca costante che, coniugando fede e vita nell'espressione di un piccolo mondo parrocchiale, cerca di entrare in dialogo col grande mondo, che si dibatte fra grandi problematiche sociali e spesso fragili speranze, mantenendo saldi alcuni principi che emergono dalla certezza che nessuna vita è dovuta al caso, che il buon seme gettato porterà frutto e che siamo tutti nell'attesa di cieli nuovi e terra nuova con i piedi ben piantati per terra.

Sono patrimonio della gente di Sadurano le cooperative sociali (San Giuseppe, La Dispensa di Sadurano e Sadurano Salus) che dal 1982 mantengono vivo ed efficace il percorso che spetta come diritto ad ogni persona accolta, qualunque sia il peso del passato ingombrante e le risorse per un proprio futuro liberato: cioè essere in cammino, per diventare a propria volta promotore d'accoglienza o semplicemente responsabile di sé ovunque si scelga di vivere.

Ospedale, carcere, strada, devianze, droga, marginalità da anni in Sadurano lasciano spazio, con fatica ma quasi sempre con successo, a familiarità, fiducia in sé stesso e negli altri e professionalità.
Le cooperative sociali se da una parte sono le modalità concrete di partecipazione della gente ad un'impresa sociale che affronta concretamente i bisogni ed i problemi che emergono ed interpellano di giorno in giorno, sono anche tante finestre aperte sul territorio, per offrire a tutti ciò che l'aggregazione e l'interazione sa produrre in termini di cultura, prevenzione, salute e benessere, giustizia e pace sociale.


17.12.2009

La favola di Giuseppe

“C’era una volta,
lassù fra i monti,
un gruppo di case, come di paese,
il cui nome era Bramasole,
perché una montagna più alta,
alle sue spalle,
faceva tramontare il sole
nelle prime ore del pomeriggio.
Chi andava ad abitare
in quell’oscuro paese,
vi resisteva per poco tempo:
c’era freddo,
per la poca luce i fiori non sbocciavano
i frutti non maturavano
i bambini erano costretti
a star chiusi in casa.
Un giorno,
un piccolo uomo di nome Giuseppe
decise di smontare la montagna
per guadagnare un po’ di sole.
Lo credettero matto,
ma col suo lavoro dopo qualche tempo
fece godere alla comunità
mezz’ora di sole in più al giorno.
La gente del posto cominciò a capire
che, aiutandolo, si poteva fare prima
a smontare la montagna.
I bambini furono i primi
a dargli una mano.
Ogni giorno la montagna
diventava più piccola,
e il paese sempre più s’illuminava.
Giuseppe morì, quando ormai
la montagna era stata rimpicciolita;
sul momento nessuno si accorse
della sua morte,
perché erano tutti al monte a lavorare.
E Bramasole fu inondata
dai raggi del sole.
... la montagna che ora non c’è più
si chiamava Pregiudizio.”
(don Dario Ciani)

Sadurano Salus - P.IVA 02690880402 | Coop. San Giuseppe - P.IVA 01394520405 | La Dispensa di Sadurano - P.IVA 03368610402
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